Google, ovvero: le dimensioni, contano davvero?

0admin11th ago 2010Lavoro, Visti in giro

Ok, lo ammetto, questo titolo forse è più adatto a belincheblog ma è, realmente, quello che ho pensato leggendo diversi commenti all’affaire Google-Verizon, che rafforzano una convinzione che sto maturando da tempo… la butto lì?

Non basta (e, non serve) essere un big player, per azzeccare e “guidare” trends, nel mondo della rete.

Detta così suona come una banalità, ma provate a seguirmi ancora per qualche riga, e se per caso vi scappa dire la vostra siete i benvenuti.

Abbiamo detto della notizia “di punta” che mi ha portato a questo post (per chi volesse trovate info qui e qui), ma potrebbe essere stato il flop di Wave (mai capito come usarlo… e nel caso perché avrei dovuto, lo ammetto), la debolezza di Google nel settore eBooks, mentre con i suoi tools e le potenzialità potrebbe tranquillamente essere un main player… o prendere checkout, che poteva dominare un settore “polposo” come quello dell’e-commerce, mentre immagino molti nemmeno lo conoscono; potrei parlare del Nexus (di Android ne parliam dopo), altro svarione poi abbandonato per “manifesta inferiorità” (si, lo so, lo so, ufficialmente è stato fatto per focalizzarsi su quello che fanno meglio)

Ed ecco che arriviamo ad Android che, chiariamo, è uno spettacolo, ma (e questo è MOLTO personale) lo vedo male in rapporto al nuovo trend che biforca i devices mobili in smartphones e pads, con la scelta di BigG di continuare a proporlo anche per questi ultimi, per favorire un futuro sviluppo di Chromium su queste piattaforme cosa che, sempre imho, darà vita a due mezzi successi, invece di un LEADER di mercato.

Tutte queste cose mi fanno pensare che Google abbia perso il suo “hype”, ed abbia imboccato una china pericolosa…perchè dico questo che ai molti, farà gridare all’eresia?

Provo a spiegare, e per questo, facciamo un passo indietro di qualche anno, parliamo di webmail, un concetto che non è stato inventato da Google, ma è un qualcosa di esistente e “di tendenza” che a mountain view hanno preso e “googlizzato”, tirando fuori gmail: un successo.

E con lo stesso approccio, ha colto in anticipo il concetto di georeferenziazione (le mappe) e creato LO standard de facto (ora insidiato a causa di rumors sul licensing)…

Ora, c’è un paradigma nuovo e molto forte, i social networks che, come molti di voi sanno è ben di più del condividere gattini e l’ennesima citazione di film/personaggio/proverbio/cazzata in un modello “smemoranda 2.0″*

Bene, che fà il punto G della rete? un flop dietro l’altro, nel tentativo non di massimizzare il concetto sfruttando i propri assets, ma con un approccio “monopolista” che tenta di imporre la propria visione, in forza del fatto che è Gooooooogle a dirlo.

Questa situazione mi riporta alla memoria Microsoft, che a suo tempo fece la scempiaggine di prendere sottogamba nientemeno che INTERNET, pensando di poter imporre il suo MSN Network (oddio, sono vecchio se ricordo ‘ste cose ed ero già “nel bissniss” all’epoca)…da li, anche loro hanno inanellato una parabola discendente che li ha (di fatto, dite quello che volete) scalzati dal podio di azienda leader mondiale dell’IT.

Insomma, è evidente che ogni parabola è destinata ad incontrare una fase discendente a volte esponenziale, così come è evidente che, un’azienda con la posizione e le risorse di Google potrebbe dare il proverbiale “colpo di coda” e ritornare a dominare l’innovazione nell’online ma… e questo è il centro del mio ragionamento, nessuna delle aziende alle quali ho visto prendere questa parte della parabola è mai veramente tornata in vetta….voi che ne pensate?

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*che molti della mia (ormai anziana) generazione portavano a scuola farcita all’inverosimile di belìnate della peggior specie.

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