E-Learning in a crisishn6598abknb1s1xovbqbo5l1tlk4hy3oE-Learning in un periodo di crisi"">E-Learning in a crisisqth7cgoaidq5yt2wdfqxcj0vf6s8jr70E-Learning in un periodo di crisi

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e-learning I received this email from the mailing list e-learning and innovation, and made me reflect on the correlation between the decisions of the sender and some of my recent, which I'll discuss in the near future, the public, changing names and references, because I think it is a situation where many professionals are not only e-learning and ICT in different sectors but also in Italy today.

(...)
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Often e-learning, from the layman, is seen as a
luxury or a more ... contrary to my firm conviction that
makes it a useful and exciting prospect for any serious
society.
slkawsm9uufrq8nzoweiyf3n2ivd9iksI asked myself (and I raised the issue) in various locations and
to several people since even the Italian government ... and always with more
conviction, despite their appreciation at the time, I draw
the opportunity to work abroad where finally ...
fully exploit the skills acquired by a first degree
specialist and then by 10 years of experience with (X) (Y) (Z) etc..
Sorry for my vent.
George
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NOTE. (X) (Y) and (Z) are some of the major Italian companies.fbqovlocouz0gl8za7bub14yso6ztc9z

I believe that George (the name) expresses a thought that many of us have done in recent years and now because of the crisis returns.xc49gs3d450diaxbp0n7bk298o9nyzxm

Who takes care of IT "knows" that it is not habit or one of many technological toys with which managers are
dabble in trying to give meaning to the word "innovation".
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L’e-learning si situa davvero al centro del processo di apprendimento dei singoli e dell’organizzazione. Ha le potenzialità di sviluppare NUOVE RELAZIONI sia all’interno dell’organizzazione sia al di fuori: con i clienti, gli utenti, i fornitori.3be48rdixyhvxqeug89rj3s47vkjgaua

Chi si occupa di IT queste cose le “sa”. Chi non se ne occupa non le sa perchè oberato da una crisi che a volte acceca e da cui non si esce con i vecchi sistemi. E’ sufficiente andare a  fare una chiaccherata con un direttore di banca di provincia per rendersi conto che le informazioni dei media sulla crisi che è finita sono false. Provare per credere.78nt5kjk907r2hodt2e59en17d3q6bm3

Io l’ho fatto.qei19pmroswnzki0mmyjssxtiy0tmwj2

Questa volta non si può usare la parola INNOVAZIONE tanto per dire.hwherrfk7qmd89t3s7wrgskvbyucq4qx

Bisogna farla l’innovazione. E bisogna farla non solo per dare respiro economico alle aziende, ma per fare qualcosa di più importante:ch4ft4djflufje47si5tjzj1diy4s0sv

CAMBIARE IL CLIMA TRA LE PERSONE DENTRO LE ORGANIZZAZIONI E FUORIbt7f5nex27kh36x7cmhdc3mb40714vp5

Abbiamo bisogno di nuovi modi di stare insieme sia sul lavoro sia fuori dal lavoro. E da qui originare una economia diversa da quella che c’era e non c’è più. Questo è l’obiettivo reale della innovazione in questo momento storico. Il resto è banale ricerca di efficienza che non sposta i termini della questione. Ed è anche parecchio noioso. Oltreché, probabilmente, poco utile. In questo scenario l’e-learning può avere un suo ruolo: piccolo ma importante.4k29yes30etp017n2z03qiwglg5mij7d

L’e-learning può essere la cosa più noiosa del mondo (chi non ha visto corsi fatti di diapositive Power Point caricati alla bell’e meglio su una piattaforma improvvisata?) oppure una leva che parte dal nucleo più profondo di un’organizzazione, da quel luogo cioè dove si sviluppano le capacità evolutive dei singoli e del
sistema sociale che si realizza.
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E’ una sfida. Però vale la pena di provarci.
Non sono i dirigenti tonti che non capiscono, forse siamo noi che non riusciamo sempre a spiegare il valore di ciò che proponiamo.
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e-learning Ho ricevuto questa e-mail dalla mailing list di E-learning ed Innovazione, e mi ha fatto riflettere per la correlazione tra le decisioni del mittente ed alcune mie recenti, di cui parlerò in un immediato futuro; la pubblico, cambiando nomi e riferimenti, perché penso sia una situazione in cui si trovano molti professionisti non solo dell’e-learning e dell’ICT ma anche di diversi settori oggi in Italia.

(…)

Spesso l’elearning, dai non addetti ai lavori, è visto come un
lusso o un di più… contrariamente al mio fermo convincimento che
ne fa una utile ed interessantissima prospettiva per ogni seria
società. Mi sono posto (ed ho posto il problema) in diverse sedi e
a diverse persone fin anche al governo italiano… e sempre con più
convinzione, nonostante il loro apprezzamento al momento, mi attira
l’opportunità di andare a lavorare all’estero… dove finalmente
sfruttare a pieno le competenze acquistate prima da una laurea
specialistica e poi da 10 anni di esperienza con (X), (Y), (Z) etc.
Scusa per il mio sfogo.
Giorgio

NOTA. (X), (Y) e (Z) sono alcune delle principali aziende italiane.

Credo che Giorgio (il nome è inventato) esprima un pensiero che  molti di noi abbiano fatto in questi anni e che oggi per via  della crisi ritorna.

Chi si occupa di IT “sa” che non si tratta di vezzo o uno dei tanti giocattolini tecnologici con cui i dirigenti si
trastullano per cercare di dare significato alla parola “innovazione”.

L’e-learning si situa davvero al centro del processo di apprendimento dei singoli e dell’organizzazione. Ha le potenzialità di sviluppare NUOVE RELAZIONI sia all’interno dell’organizzazione sia al di fuori: con i clienti, gli utenti, i fornitori.

Chi si occupa di IT queste cose le “sa”. Chi non se ne occupa non le sa perchè oberato da una crisi che a volte acceca e da cui non si esce con i vecchi sistemi. E’ sufficiente andare a  fare una chiaccherata con un direttore di banca di provincia per rendersi conto che le informazioni dei media sulla crisi che è finita sono false. Provare per credere.

Io l’ho fatto.

Questa volta non si può usare la parola INNOVAZIONE tanto per dire.

Bisogna farla l’innovazione. E bisogna farla non solo per dare respiro economico alle aziende, ma per fare qualcosa di più importante:

CAMBIARE IL CLIMA TRA LE PERSONE DENTRO LE ORGANIZZAZIONI E FUORI

Abbiamo bisogno di nuovi modi di stare insieme sia sul lavoro sia fuori dal lavoro. E da qui originare una economia diversa da quella che c’era e non c’è più. Questo è l’obiettivo reale della innovazione in questo momento storico. Il resto è banale ricerca di efficienza che non sposta i termini della questione. Ed è anche parecchio noioso. Oltreché, probabilmente, poco utile. In questo scenario l’e-learning può avere un suo ruolo: piccolo ma importante.

L’e-learning può essere la cosa più noiosa del mondo (chi non ha visto corsi fatti di diapositive Power Point caricati alla bell’e meglio su una piattaforma improvvisata?) oppure una leva che parte dal nucleo più profondo di un’organizzazione, da quel luogo cioè dove si sviluppano le capacità evolutive dei singoli e del
sistema sociale che si realizza.

E’ una sfida. Però vale la pena di provarci.
Non sono i dirigenti tonti che non capiscono, forse siamo noi che non riusciamo sempre a spiegare il valore di ciò che proponiamo.

NO RESPONSE TO E-Learning in a crisis49vgm7ygkolvwfewngv9g2l8f5zkdw88E-Learning in un periodo di crisi

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